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Briciole di Vita...
"Difficile raccontare qualcosa (per esempio una vita) per intero. Invece "Briciole di vita" possono essere lo spunto per raccontare, per tutta una vita."
Punti fermi

E poi

dentro la tempesta 

nell'occhio del ciclone

quando vedi passarti accanto

l'ennesimo spuntone di roccia,

uno come gli altri, a cui già ti sei appigliata

ma che non ha retto alla responsabilità,

o non era fisso e te lo sei trascinato dietro,

e ti appoggi, ma quasi per inerzia.

E d'un tratto senti opporre resistenza

Senti la forza del raziocinio.

Senti.

Sai che c'è ancora speranza.

Sai  che ancora puoi invertire la rotta.

E poi....

E poi tu diventi l'occhio del ciclone.

 

Sarik 12.11.2009 ora: 14:19 commenta  leggi commenti (4)

In Piscina



Mi  sono preparata a lungo per l’appuntamento.

Tutti i dettagli, tutte le cose al loro posto.

Un tuffo al cuore nel riprendere in mano quei particolari.

Arrivo puntuale, e mi avvicino con calma,

Ma lei è fredda, ghiaccio negli occhi, brivido sulla mia pelle.

La signora è ritrosa, probabilmente irritata per averle preferito altri lidi.

Provo a sfiorarla. Lei non si ritrae, no, ma non si lascia soggiogare.

Piuttosto  si oppone a me, e quasi mi annichilisce:

Ad ogni movimento mi manca il fiato, la mia gola non si apre.

E’ inutile affrontarla con la forza, non la vincerò, non la dominerò.

ho capito chi è la più forte,

Allora mi abbandono, mi rilasso.

Chino il capo, ma la fisso nell’abisso dei suoi occhi chiari.

Allora i suoi colpi diventano sinuose carezze.

non mi affonda più, ma mi sostiene

Mi lascio invadere in ogni mio meandro, dentro e fuori.

Finalmente le nostre anime si sono guardate in faccia,

e i nostri corpi danzano in uno solo.

Il respiro naturale, i movimenti si fanno più vigorosi.

finalmente ci riconosciamo, e torniamo ad amarci.



Sarik 20.09.2009 ora: 23:32 commenta  leggi commenti (11)

Kebab e...Emmegì


Incontarsi

in memmeno un metro quadro di spazio, e

Scoprire

che in quell'azzurro infinito, schermato da un paio di ali

Trovo

mille riflessi nuovi ma familiari, comuni

a due Vite, forse lontane,

ma vicine nel cuore.

(Da cuore a cuore.) 

Sarik 23.08.2009 ora: 16:49 commenta  leggi commenti (11)

sorpresa al burro di arachidi



"La vita è come una scatola di cioccolatini.
Non sai mai quello che ti capita".


A pensarla come Forrest, mi verrebbe da dire che a me è capitato uno di quei disgustosi  cioccolatini ripieni, (per esempio di “pinabatter”, burro di arachidi, come lo chiamano
negli States, che – dico io- che c’entra il sapore salaticcio col dolce del cioccolato (anche se per me che c’entra in generale, non lo mangerei neanche  fosse l’unico cibo rimasto sulla
Terra, meglio le cavallette e gli scarafaggi!).
Tornando a me….E vabbè, se proprio la vita è una scatola di cioccolatini, e finora ti sono capitati quelli meno buoni, vorrà dire che ti stai riservando il meglio tutto alla fine! :-)
Il fatto è che certe volte ho come la sensazione di aver proprio sbagliato scatola! E questi giorni è proprio una di quelle volte. Ovunque mi giri, e da qualunque angolazione io mi guardi, non trovo nulla di dritto e di giusto. Non sopporto le persone e le persone non sopportano me, e tutto ciò rafforza questa convinzione (quella di trovarmi in una scatola che forse non mi appartiene).
Non so se il mio pensiero è quello giusto.  probabilmente sarà solo  che oggi è iniziata una delle settimane più faticose dell’anno, per quel che mi riguarda.

Vado a vedermi Harry Potter… e magari lo convinco a farmi regalare la bacchetta magica.


Sarik 03.08.2009 ora: 21:34 commenta  leggi commenti (11)

Riflessioni

Al buio della sera
intrisa di gelsomino e di cori di grilli
ascolto voci senescenti
che si parlano,
di vite vissute, di vite da vivere
di speranze e di illusioni.
E io mi chiedo se la saggezza
non sia che lo specchio dell'esperienza,
di quel "saggiare" se stessi tra le curve del quotidiano
.
Sarik 08.07.2009 ora: 23:59 commenta  leggi commenti (10)

Guido piano

La statale 81 in direzione Penne... mi dà gusto guidarci, soprattutto se c'è il sole e non c'è traffico e non hai orari. I imiti di velocità, e il continuo rincorrersi di dossi e cunette tra una curva e l'altra ti costringono a rallentare e a goderti le anse del fiume che si affacciano tra il verde, le belle abitazioni solitarie... e il fluire dei pensieri.
Il momento ideale per riannodare le idee, mettere a posto nella confusione mentale. Mi sembra però che io sia la meno confusa di tutte le persone coinvolte. Io che mi getto nelle autodiagnosi così, a capofitto e senza paura. Più che senza paura senza remore, incurante delle conseguenze che ne potrebbero derivare. Non credo che io sia avventata o esagerata. Magari mi sbagliassi! Ma mi sembra che al momento questo girarci intorno, rimandare, non provare neanche  a chiamare le cose con UN nome, più che col loro nome…   a me sembra una fragorosa, sonora, perdita di tempo, di energie e di risorse preziose.
Ritorno all’istinto, che tanto mi hanno bacchettato nell’ultimo anno. Ma porca miseria, è il MIO, e sono certa che ne sa di più di tutti i dottoroni se si mettessero assieme a ragionare. Il fatto è che neanche ci si mettono. Tutti arroccati sulle loro posizioni, dentro fino al collo nella loro saccenza, e zitti per paura di essere ripresi nel caso si sbaglino.
E io? Stufa di Non sentirli. Io vorrei che qualcuno avesse il coraggio di esporsi. Non è giusto che lo debba fare io. Nonostante tutto, io lo faccio spudoratamente e magari appaio una pazza esagerata. Per assurdo, mi troverei ad esultare nel caso peggiore, e solo perché sarebbe la dimostrazione che avevo ragione. Ma insomma? Non dovrei essere io quella morta di spavento e terrore?
Ma le curve mi tengono tranquilla in questi pensieri, quasi non mi riguardassero. E’ un “pour parler” con me stessa, un brusio di sottofondo al posto della radio. Quasi quasi mi rilassa. Così come rilassante è l’ingresso dell’ospedale di pomeriggio, un parco alle pendici dei monti, con l’odore balsamico dei pini di montagna, il chiacchiericcio degli uccelli fra i rami e il silenzio delle persone assorte che incontro.
Nulla. Ennesimo esame ed ennesimo responso negativo. Sono io che mi ostino a cercare una malattia che non c’è? Magari sarà così. Ma nessuno che si prende la briga, oppure la soddisfazione, di dirmelo in faccia.  


Sarik 21.06.2009 ora: 15:17 commenta  leggi commenti (14)

That's me

free image hosting
per gentile concessione di andy
Sarik 13.06.2009 ora: 14:14 commenta  leggi commenti (3)


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