"Difficile raccontare qualcosa (per esempio una vita) per intero. Invece "Briciole di vita" possono essere lo spunto per raccontare, per tutta una vita."
"La vita è come una scatola di cioccolatini. Non sai mai quello che ti capita".
A pensarla come Forrest, mi verrebbe da dire che a me è capitato uno di quei disgustosi cioccolatini ripieni, (per esempio di “pinabatter”,burro di arachidi, come lo chiamano
negli States, che – dico io- che c’entra il sapore salaticcio col dolce del cioccolato (anche se per me che c’entra in generale, non lo mangerei neanchefosse l’unico cibo rimasto sulla
Terra, meglio le cavallette e gli scarafaggi!). Tornando a me….E vabbè, se proprio la vita è una scatola di cioccolatini, e finora ti sono capitati quelli meno buoni, vorrà dire che ti stai riservando il meglio tutto alla fine! :-) Il fatto è che certe volte ho come la sensazione di aver proprio sbagliato scatola! E questi giorni è proprio una di quelle volte. Ovunque mi giri, e da qualunque angolazione io mi guardi, non trovo nulla di dritto e di giusto. Non sopporto le persone e le persone non sopportano me, e tutto ciò rafforza questa convinzione (quella di trovarmi in una scatola che forse non mi appartiene). Non so se il mio pensiero è quello giusto. probabilmente sarà solo che oggi è iniziata una delle settimane più faticose dell’anno, per quel che mi riguarda.
Vado a vedermi Harry Potter… e magari lo convinco a farmi regalare la bacchetta magica.
Al buio della sera intrisa di gelsomino e di cori di grilli ascolto voci senescenti che si parlano, di vite vissute, di vite da vivere di speranze e di illusioni. E io mi chiedo se la saggezza non sia che lo specchio dell'esperienza, di quel "saggiare" se stessi tra le curve del quotidiano.
La statale 81 in direzione Penne... mi dà gusto guidarci,
soprattutto se c'è il sole e non c'è traffico e non hai orari. I imiti di
velocità, e il continuo rincorrersi di dossi e cunette tra una curva e l'altra
ti costringono a rallentare e a goderti le anse del fiume che si affacciano tra
il verde, le belle abitazioni solitarie... e il fluire dei pensieri.
Il momento ideale per riannodare le idee, mettere a posto nella confusione
mentale. Mi sembra però che io sia la meno confusa di tutte le persone
coinvolte. Io che mi getto nelle autodiagnosi così, a capofitto e senza paura.
Più che senza paura senza remore, incurante delle conseguenze che ne potrebbero
derivare. Non credo che io sia avventata o esagerata. Magari mi sbagliassi! Ma
mi sembra che al momento questo girarci intorno, rimandare, non provare
neanchea chiamare le cose con UN nome,
più che col loro nome… a me sembra una fragorosa, sonora, perdita di
tempo, di energie e di risorse preziose.
Ritorno all’istinto, che tanto mi hanno bacchettato nell’ultimo anno. Ma porca
miseria, è il MIO, e sono certa che ne sa di più di tutti i dottoroni se si
mettessero assieme a ragionare. Il fatto è che neanche ci si mettono. Tutti
arroccati sulle loro posizioni, dentro fino al collo nella loro saccenza, e
zitti per paura di essere ripresi nel caso si sbaglino.
E io? Stufa di Non sentirli. Io vorrei che qualcuno avesse il coraggio di esporsi.
Non è giusto che lo debba fare io. Nonostante tutto, io lo faccio spudoratamente e magari
appaio una pazza esagerata. Per assurdo, mi troverei ad esultare nel caso
peggiore, e solo perché sarebbe la dimostrazione che avevo ragione. Ma insomma?
Non dovrei essere io quella morta di spavento e terrore?
Ma le curve mi tengono tranquilla in questi pensieri, quasi non mi
riguardassero. E’ un “pour parler” con me stessa, un brusio di sottofondo al
posto della radio. Quasi quasi mi rilassa. Così come rilassante è l’ingresso
dell’ospedale di pomeriggio, un parco alle pendici dei monti, con l’odore
balsamico dei pini di montagna, il chiacchiericcio degli uccelli fra i rami e
il silenzio delle persone assorte che incontro.
Nulla. Ennesimo esame ed ennesimo responso negativo. Sono io che mi ostino a
cercare una malattia che non c’è? Magari sarà così. Ma nessuno che si prende la
briga, oppure la soddisfazione, di dirmelo in faccia.
"Uno, nessuno, centomila" (tanto per non smentirmi)
Ho visto:
due metà di un tutto non prefettamente simmetriche
Sto ascoltando:
Tuoni da due ore
Vorrei tanto:
Avere la capacità di cambiare le cose che posso cambiare, e avere la forza di accettare le cose che non posso cambiare.
Frase:
"quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma e di persistenza e di resistenza, io mi sono detto a voce alta: Tu sei abruzzese!" (Benedetto Croce)