"Difficile raccontare qualcosa (per esempio una vita) per intero. Invece "Briciole di vita" possono essere lo spunto per raccontare, per tutta una vita."
La statale 81 in direzione Penne... mi dà gusto guidarci,
soprattutto se c'è il sole e non c'è traffico e non hai orari. I imiti di
velocità, e il continuo rincorrersi di dossi e cunette tra una curva e l'altra
ti costringono a rallentare e a goderti le anse del fiume che si affacciano tra
il verde, le belle abitazioni solitarie... e il fluire dei pensieri.
Il momento ideale per riannodare le idee, mettere a posto nella confusione
mentale. Mi sembra però che io sia la meno confusa di tutte le persone
coinvolte. Io che mi getto nelle autodiagnosi così, a capofitto e senza paura.
Più che senza paura senza remore, incurante delle conseguenze che ne potrebbero
derivare. Non credo che io sia avventata o esagerata. Magari mi sbagliassi! Ma
mi sembra che al momento questo girarci intorno, rimandare, non provare
neanchea chiamare le cose con UN nome,
più che col loro nome… a me sembra una fragorosa, sonora, perdita di
tempo, di energie e di risorse preziose.
Ritorno all’istinto, che tanto mi hanno bacchettato nell’ultimo anno. Ma porca
miseria, è il MIO, e sono certa che ne sa di più di tutti i dottoroni se si
mettessero assieme a ragionare. Il fatto è che neanche ci si mettono. Tutti
arroccati sulle loro posizioni, dentro fino al collo nella loro saccenza, e
zitti per paura di essere ripresi nel caso si sbaglino.
E io? Stufa di Non sentirli. Io vorrei che qualcuno avesse il coraggio di esporsi.
Non è giusto che lo debba fare io. Nonostante tutto, io lo faccio spudoratamente e magari
appaio una pazza esagerata. Per assurdo, mi troverei ad esultare nel caso
peggiore, e solo perché sarebbe la dimostrazione che avevo ragione. Ma insomma?
Non dovrei essere io quella morta di spavento e terrore?
Ma le curve mi tengono tranquilla in questi pensieri, quasi non mi
riguardassero. E’ un “pour parler” con me stessa, un brusio di sottofondo al
posto della radio. Quasi quasi mi rilassa. Così come rilassante è l’ingresso
dell’ospedale di pomeriggio, un parco alle pendici dei monti, con l’odore
balsamico dei pini di montagna, il chiacchiericcio degli uccelli fra i rami e
il silenzio delle persone assorte che incontro.
Nulla. Ennesimo esame ed ennesimo responso negativo. Sono io che mi ostino a
cercare una malattia che non c’è? Magari sarà così. Ma nessuno che si prende la
briga, oppure la soddisfazione, di dirmelo in faccia.
Lindy.Grazie. No,non è un esercizio, però sarebbe il massimo se fosse solo uno scherzo del mio corpo, anzi, me lo auguro! ;)
Comunque non è niente di grave, credo, stiamo tranquilli. Baci
Sara....che scrivo? Un post bellissimo, scritto come solo tu sai fare e poi...Dai bella ragazza abruzzese, è uno scherzo? Un esercizio di scrittura creativa?
Grazie a tutti ragazzi, nonostante il clima di incertezza, sappiate che sono molto serena!
Cry: come al solito non solo ti sei spiegata, ma hai fatto centro.
Palmir: grazie. Lo so quanto ti costa nn scrivere perfidie e quindi l'apprezzamento vale doppio. Per favore: fammi sapere a quando la lieta novella. Non sai quanto sia contenta per te e francesca.
E' strano come in certi momenti non c'è più niente che ci faccia paura nemmeno il pensiero di un responso "terrificante", si vuole solo sapere anche nel male...ma nn sempre il responso c'è..non so se mi sono spiegata, magari lo faccio in privato.:*
Sono tornato su questo commento almeno 10 volte e alla fine ho deciso che non so che scrivere. Solo che ci scrivo qualcosa per farti vedere che anche se passa il tempo e i contatti diminuiscono, io continuo a visitarti perché sei una persona speciale. Giusto i miei due cents per te (e sai quanto mi costa scrivere cose non cattive!)
due metà di un tutto non prefettamente simmetriche
Sto ascoltando:
Un elicottero dentro l'orecchio
Vorrei tanto:
Avere la capacità di cambiare le cose che posso cambiare, e avere la forza di accettare le cose che non posso cambiare.
Frase:
"quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma e di persistenza e di resistenza, io mi sono detto a voce alta: Tu sei abruzzese!" (Benedetto Croce)