"Difficile raccontare qualcosa (per esempio una vita) per intero. Invece "Briciole di vita" possono essere lo spunto per raccontare, per tutta una vita."
Misfilo una scarpa puntando il tallone, poi l’altra, nello stesso modo. Le
prendo in mano e le sbatto una contro l’altra, come a scuotere per scacciare
via ogni problema. L’incontro che sto per fare merita tutto lo spazio nella mia
mente.
Piede affondato nella sabbia. Iltipico profumo vanigliato della spiaggia si
impossessa di ogni millimetro delle mie narici. Il primo contatto è morbido e
frescovelluto. Fresco e morbido come i
pomeriggi d’estate passati al mare, quando un buco nella sabbia diventava un
piccolo mondo da esplorare, e una sfida
coi cavalloni una battaglia epica in cui trionfare.
Ancora un passo. Sotto le piante dei piedi ogni granello di sabbia si
imprime nella pelle, come tanti piccoli pugnali, come quelle ore stesa a cercare
il sole con la faccia tra i gomiti, quando
le ombre si allungavano oscurando le mie speranze, quando il sole, quel mio
sole che testardamente anelavo, si
scaldava per altri panorami.
Avanzo. Le dita si aggrappano alla
sabbia umida. Scavo alla ricerca di qualche cosa, ma è solo un delicato
risucchiare, un ipnotico movimento che mi trasporta fluttuante ad una notte fuori
dal tempo. Là dove si confondono la
morsa della paura con il mistero del piacere, dove i miei desideri prendono
forma, dove cullati dal canto del mare, un canto maestoso da fare paura, si
attraversano limiti invalicabili e mai più percorribili nel senso opposto.
Colpisco una conchiglia e torno sulla spiaggia. Alzo lo
sguardo all’orizzonte, e una linea indaco attraversa e si trascina dietro le
nuvole del tramonto.Arriva fino a me, e
mi scaraventa verso un sera di maggio.Quando
nel pieno della bellezza più fulgida della natura, in un tripudio di precoci
profumi e colori estivi, scopro il mio lato oscuro.Le labbra rosse assetate di rivalsa, e lo
scroscio del cristallo dei cuori, infranti in un secondo come onde su scogli. E la paura di annegarci dentro
quell’oscurità, la fatica, e l’annaspare e l’aggrapparsi l’uno all’altro, e
capire di non voler salvarsi da soli, semmai affatto.
Arrivo.Immergo i piedi nell’acqua. Sono limpidi, e bianchi come pietra
levigata. L’acqua, calda come le lacrime. Quelle lacrime che purificano e
spazzano via la sabbia dal cuore. Mi stenderei sulla riva, e mi lascerei
accarezzare senza sosta, fino a profumare di sabbia, fino a diventare luce come
perla, cristallo come acqua, fino a diventare Mare.
Il Leone avanza lento, claudicante. avanza nel buio, in un muto suono di desolazione. si avvicina allo specchio d'acqua, si riflette. E' vecchio, stanco, sfregiato. Porta addosso segni di battaglie. quelle vinte e quelle perdute, ma comunque fronteggiate con lo sguardo mai basso. li sfoggia fiero e non prova dolore. Lancinanti invece le fitte per i colpi presi alle spalle. I tradimenti non li ha mai sopportati. Il Leone scruta nei suoi occhi, si guarda, si sente pesante, flaccido, intorpidito. Sembra spacciato agli occhi di chi lo temeva. Sembra rassegnato agli occhi di chi lo rispetta. Il Leone si allontana, e risale faticosamente un costone di roccia. si adagia sulle zampe posteriori, e si riposa si lecca le sue ferite, assapora il gusto del sangue. un sapore che gli risveglia ogni istinto, e gli ricorda chi è. Un Leone.
Il Leone si alza, e raggiunge la sommità della roccia. Si affaccia sulla vallata, una brezza leggera e fresca lo accarezza, la sua criniera si anima, il suo animo fiammeggia. E' ormai tempo di riconquistare se stessi, di tornare ad essere il Re.
due metà di un tutto non prefettamente simmetriche
Sto ascoltando:
Un elicottero dentro l'orecchio
Vorrei tanto:
Avere la capacità di cambiare le cose che posso cambiare, e avere la forza di accettare le cose che non posso cambiare.
Frase:
"quando c’è bisogno non solo di intelligenza agile e di spirito versatile, ma di volontà ferma e di persistenza e di resistenza, io mi sono detto a voce alta: Tu sei abruzzese!" (Benedetto Croce)